Tutta la vita davanti - racconti di storie riflesse

“Abbiamo tutta la vita davanti" è la frase con cui tutto ha inizio. La frase con cui si rimandano le cose, con cui si prende tempo, convinti che di tempo ce ne sarà in abbondanza, lontani dal percepire quanto sia aleatorio il concetto, quanto sia bugiarda l’idea di possederlo, di averne a volontà e soprattutto di poterne disporre come meglio crediamo. Emblema di una illusione condivisa, disillusione dello scorrere delle cose, flusso degli eventi, ci convinciamo di poter gestire, nel mezzo di questo moderno caos, almeno il tempo. Programmiamo, pianifichiamo, calendarizziamo attività come se la vita fosse lo scorrere del tempo e degli impegni con cui lo riempiamo.

La novità è che non c’è più tempo. Non c’è più tempo per rimandare ciò che potresti fare ora, per aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa al posto tuo, o prima di te, che decida per te, non c’è più tempo di aspettare che il mondo cambi. Il mondo è già cambiato e non come avremmo voluto; non c’è neanche il tempo per capire, per abituarsi al cambiamento, per accettare l’idea. Ora è il momento di vivere, nel bene e nel male, di affrontare con coraggio e determinazione la vita, il presente, le paure, le incertezze, il dolore, la felicità.

La vita di ognuno di noi è fatta di eventi, esperienze, storie: la narrazione di queste storie è un potente strumento evolutivo, ha funzione terapeutica, lenisce il nostro dolore, ci aiuta a comprenderlo, ad affrontarlo e a dargli un senso.

Questo libro è un invito a scrivere di sé, della propria storia, del proprio dolore e della propria crescita; un invito a raccontare la storia di vita di ognuno di noi e a creare la propria “storia riflessa”, cioè il racconto a posteriori che permette una rivisitazione degli avvenimenti; una riflessione, appunto, che li elabora, li smonta e ricostruisce in modo differente per vederli da punti di vista diversi. E il panorama, si sa, cambia a seconda del punto di osservazione.

Quando ho iniziato a scrivere non pensavo minimamente di pubblicare, anzi, numerosi passaggi di quanto troverete in questo libro sono ricopiati più o meno precisamente dal mio diario segreto. Col tempo la mia storia si è impossessata della scrittura ed è diventata un’esigenza scrivere di me, di ciò che era successo e di come lo ho elaborato, interpretato, affrontato. Anzi credo di essere riuscita a fare tutto questo proprio perché lo ho scritto. Avevo scritto e stavo scrivendo qualcosa di molto personale, perciò sono stata colta dalla paura del giudizio, dei commenti, ed uno dei miei mostri interiori (Jus-Tizio, che poi vi presenterò) ne ha subito approfittato: “A chi vuoi che interessino queste cose? Ti renderai ridicola! Nessuno apprezzerà ciò che hai scritto, rimetti tutto nel cassetto e torna alla tua vita!” E se ne tornato fuori a tormentarmi diverse volte e io lo ho ascoltato per un bel po', ma poi un giorno ho sentito che il mio bisogno di scrivere questo libro era molto più forte di Jus-Tizio, era un bisogno di sopravvivenza, non potevo farne a meno. Avevo bisogno di capire se fossi in grado di esprimere nero su bianco le mie esperienze emotive. Allora lo ho fatto, e vi lascio quindi i Racconti di storie riflesse: storie che si riflettono fra loro viste da punti di osservazione differenti, storie su cui la riflessione è necessaria, impellente, insistente, e più le rifletti più si distendono all’interpretazione.

Sono storie di cambiamenti, e i cambiamenti sono evoluzioni che nella vita fanno bene attraverso il male, passaggi necessari per cambiare livello e comprensione, occasioni di crescita e di interpretazione del proprio destino.

Cara Maurizia,

volevo ringraziarti per avermi fatto compagnia durante la mia vacanza marina grazie al tuo splendido racconto. Ero sdraiata sotto l’ombrellone e appena aprivo il libro apparivi magicamente al mio fianco. Ho ascolto con attenzione le tue esperienze di vita e i saggi consigli che suggerivi. Ancora grazie.

 

Michela G.

Cara Maurizia,

ho appena cominciato a leggere le prime pagine del tuo libro e già mi sono scese le lacrime perché mi sembra di leggere la storia della mia vita... coincidenza oppure siamo un po' tutti così... chi lo sa... ti ringrazio solo di averlo scritto perché nonostante sono solo alle prime pagine lo sento già mio, arrivato in un momento che ho davvero bisogno di capire... non vedo l'ora che sia domani per poter andare avanti con la mia lettura... 

 

Cara Maurizia, 

oggi in treno ho letto quasi metà libro, beh che dire UNICO! Ho dovuto fermarmi perchè ad un certo punto sembrava che parlassi di me, davvero toccante, Poi, credo sia d'obbligo fare un salto nel passato ogni tanto. Volevo ringraziarti e farti i complimenti!

 

Evelina B.

Ciao Maurizia,

leggere le tue parole mi ha fatta sentire meno sola, mi rivedo in te, nelle tue parole, nelle tue sensazioni e nella tua sofferenza. Le nostre storie sono diverse ma uguale è il modo di affrontarle e viverle... sei stata un regalo di cui la mia mente ma soprattutto la mia pancia aveva

                                                                          bisogno...grazie per aver condiviso queste esperienze!

 

                                                                Francesca P.

 

 

...che dire.... apre un rubinetto di emozioni e un fiume di lacrime.. volevo però già dirti che è stupefacente...

 

Anna C.